giovedì 29 giugno 2017

Out of work - La chiamata






Esci dalla doccia e ti accorgi che hai ricevuto una chiamata, anzi no, due, una era di tua madre.
Fai copia e incolla del numero, perché sai che se fosse un'azienda importante, riusciresti a trovare la corrispondenza tra il numero che ti ha chiamato e i contatti nel loro sito internet. Per tuo dispiacere non riesci a risalire ai proprietari del numero. 

Richiameranno o lo faccio io? 

Non capisci mai come vanno queste cose, se bisogna aspettare o se è necessario telefonare.
Decidi di attendere. Passano cinque minuti, trascorsi a fissare lo schermo del cellulare nella vana speranza che si facciano sentire subitoNon succede.
Sgoccioli dai capelli lasciati bagnati. 
Li asciughi un po' e di colpo ti rimetti l'asciugamano di spugna, perché sei folgorata da un pensiero:

Mi avranno mandato una mail.

Ti precipiti davanti il computer e la vedi, nella casella della posta in arrivo, la risposta ad una candidatura inviata mesi fa. Leggi il nome dell'azienda, ma non ti viene nulla in mente. 
Hai invitato troppi cv per ricordartene.
Cerchi, nella mail, su google e infine trovi quello che credi sia il tuo futuro posto di lavoro.
Ti squilla il cellulare, fai un balzo dalla sedia e rispondi schiarendoti prima la voce.
Parli con un uomo, il responsabile delle risorse umane che ti comunica che domani, si terrà il colloquio, alle 10.00, ti dice che tutti i riferimenti sono nella mail che ti sta per inviare.
Chiudi la conversazione, sei gasata, non vedi l'ora di farlo. 
Sai che dovrai essere brillante di fronte il selezionatore. 
Te lo immagini carino, simpatico, empatico, così bravo, da saperti mettere a tuo agio, facendo uscire il meglio di te. 


Andrà bene! 

Pervasa da una speranza infondata, cerchi bene dentro l'armadio i tuoi pantaloni neri, quelli che sei sicura ti porteranno fortuna, ma quando li hai tra le mani noti qualcosa che non va.


Disegno realizzato da Penny

Li trovi macchiati. 

Ora cosa faccio?

Sai che a tutto c'è un soluzione e ne troverai una anche in questo caso. 
Riflettendoci, credi che questa capacità di affrontare i problemi la potrai far emergere domani al colloquio - evitando di fare l'esempio dei pantaloni.

Ho trovato! Ho proprio un'ottima capacità di problem solving.

Li "rubi" a tua sorella, nella speranza di aver preso proprio quelli che ha lei portano fortuna.

La scaramanzia non è mai troppa! 

Scegli cosa mettere di sopra, completi l'outfit e cerchi su google map dov'è il posto.
Adesso aspetti con pazienza che sia domani.  


La disoccupata

  






giovedì 22 giugno 2017

Out of work - La ricerca di un lavoro





La vita della disoccupata è caratterizzata da un'unica semplice attività da ripetere nell'arco della giornata: stare davanti al pc alla ricerca di un lavoro. Si direbbe un'impresa facile, fatta di culi piatti, schiene incurvate, ripetuti movimenti delle dita ed occhi rossi.
 La finalità della ricerca è quella di candidarti agli annunci di lavoro, che nella maggior parte dei casi, ti porta ad un passaggio obbligato: l'iscrizione ai siti di annunci. Quei famosi siti che sono così smart, da farti venire voglia di prendere una penna biro e compilare i campi delle maledette caselle direttamente sullo schermo del tuo computer.
Non potendolo fare - anche perché non avrebbe alcun senso - passi intere mattinate solo ad inserire i tuoi dati personali, curriculum, nome del tuo animale domestico, numero di previdenza sociale, il nome del tuo ex capo, che ti dimentichi quale annuncio, tra quelli letti, ti ha portato a iscriverti al sito in questione.
 Tu, volevi solo candidarti in tre semplici mosse, massimo quattro: nome/cognome, mail/numero di cellulare, curriculum con foto e se proprio dovevi metterla, lettera di presentazione.
Sei temeraria, oltre al fatto che non hai altra scelta, così dopo circa una settimana, ti sei iscritta a ben 6/7 siti.

"Mi sento che quest'ultimo funzionerà, mi sembra il più serio".

Subentra ogni tanto lui, l'ottimismo, che non guasta mai in certe situazioni. 
Continui a cercare, giorno dopo giorno, passaword d'accesso dimenticata dopo passaword d'accesso recuperata, attraverso millesimali passaggi, ma stai ancorata a quel pc, tu non ti arrendi.
Finché la mattina seguente una giornata molto proficua di annunci, ti succede questo:


Disegno realizzato da Penny



La colazione:
ti sveglia bella pimpante, alle 09.00 perché te lo puoi permettere -
 tu non lavori. 
Caffè, pane con nutella e sei pronta ad accendere il computer.

La selezione:
cerchi e selezioni gli annunci di lavoro in 6 siti differenti. 


La disperazione: 
Dopo poco ti accorgi che c'è qualcosa che non va. Risulti già candidata a tutti e oggi non ce ne sono di nuovi.




"Ora che faccio? "

Sai che devi mantenerti calma ed essere positiva. 
Prendi la calcolatrice e ti affretti a fare un veloce e malconcio calcolo probabilistico, basato sulla media aritmetica del numero di candidature inviate nell'arco di una quindicina di giorni e ti convinci che domani o al massimo tra qualche giorni, ti arriverà una chiamata per un colloquio.
Un pensiero più profetico che statistico, perché sai benissimo di non avere una buona propensione per i numeri.

"Mi chiameranno, ne sono certa" 


Ti convinci che presto non passerai più le tue giornate davanti il computer, perché riceverai una chiamata, farai un colloquio e avrai un lavoro. 
 Ti spogli, entri in doccia, ti lavi i capelli. 
La schiuma dello shampoo ti finisce dentro le orecchie, la tua musica preferita ricopre lo scrosciare dell'acqua e così ti ritrovi impossibilitata a sentire il tuo cellulare squillare.


Sarà la chiamata giusta?




La disoccupata


giovedì 15 giugno 2017

Out of work- Il tunnel della disoccupazione.




Sono fuori dal lavoro, ma dentro un tunnel chiamo disoccupazione.
Quando si ci ritrova fermi, bloccati qui dentro, non si può fare altro che arredare l'interno, fornendo nuovi spunti per accrescere la propria esistenza, eliminando la visione di se stessi come falliti.
Sì, dico facile io, ma purtroppo è altrettanto vero ed inevitabile considerarsi tali, dopo una serie di insoddisfacenti colloqui, che ti portano a chiederti:



"Cos'è che non va in me?".



Bella domanda, quella che ci poniamo tutti noi, dopo che non abbiamo avuto un riscontro positivo da diversi "incontri conoscitivi", in poche parole siamo rimasti disoccupati.
Non sai risponderti e facendolo ti accusi di essere la causa di tutto, pure della povertà dell'intero pianeta e fortunatamente un giorno in cui ti sei alzato bene, inizi a vedere il lato positivo.



"Oh ma che bello, ho tanto tempo per me, per fare quello che mi piace, quante persone che lavorano vorrebbero avere più tempo libero".



Pensi questo per consolarti e ti dai alla pazza gioia, facendo tutto quello che ti passa per la testa, sei libera dai vincoli lavorativi, quei maledetti orari di lavoro che non ti davano tregua, libera di gestire il tuo tempo e povera come non mai.
Proprio per quest'ultimo aspetto, ci vai piano, molto piano nello scegliere come passare le tue giornate. Bevi un caffè davanti gli annunci di lavoro e ti candidi a tutti quelli che rientrano nel tuo campo. Poi con fare serafico prendi un libro dalla tua biblioteca personale, uno qualsiasi, li adori tutti, ma ti capita quello che hai letto più a rilento, te ne freghi e lo metti in borsa - destinazione parco.
Ti siedi su una panchina sotto il sole primaverile, apri la prima pagina, respiri l'aria pulita, ti senti bene, rilassata, non pensi alla tua situazione disastrosa di "fallita senza lavoro", finché non vieni investita dai rumori violenti di una folla che protesta contro il comune.
Chiudi il libro, ti alzi e vai a dare un'occhiata, sono loro, i tuoi fratelli disoccupati che con bandiera e striscioni protestano animatamente di fronte il comune.

"Io che mi reputo sessantottina inside, in realtà sono sola una nullafacente".



Inizi a pensare che non stai facendo abbastanza per trovare lavoro, che sei inattiva e pigrona. 


I sensi di colpa ti fanno rientrare di gran corsa a casa, dove accendi il pc e riprendi la ricerca fino a farti diventare gli occhi rossi.

Ora sei in pace con te stessa, senti che stai facendo la cosa giusta.

"A cosa serve il tempo libero, se non si ha un lavoro? A niente".



...e di questo ne sei certa, come pure che vuoi uscire dal tunnel e decidi di dilazionare le ore in attività produttive. Le tue giornate saranno programmate per un solo obiettivo: 


la ricerca di un lavoro.






La disoccupata