Sono fuori dal lavoro, ma dentro un tunnel chiamo disoccupazione.
Quando si ci ritrova fermi, bloccati qui dentro, non si può fare altro che arredare l'interno, fornendo nuovi spunti per accrescere la propria esistenza, eliminando la visione di se stessi come falliti.
Quando si ci ritrova fermi, bloccati qui dentro, non si può fare altro che arredare l'interno, fornendo nuovi spunti per accrescere la propria esistenza, eliminando la visione di se stessi come falliti.
Sì, dico facile io, ma purtroppo è altrettanto vero ed inevitabile considerarsi tali, dopo una serie di insoddisfacenti colloqui, che ti portano a chiederti:
"Cos'è che non va in me?".
Bella domanda, quella che ci poniamo tutti noi, dopo che non abbiamo avuto un riscontro positivo da diversi "incontri conoscitivi", in poche parole siamo rimasti disoccupati.
Non sai risponderti e facendolo ti accusi di essere la causa di tutto, pure della povertà dell'intero pianeta e fortunatamente un giorno in cui ti sei alzato bene, inizi a vedere il lato positivo.
"Oh ma che bello, ho tanto tempo per me, per fare quello che mi piace, quante persone che lavorano vorrebbero avere più tempo libero".
Pensi questo per consolarti e ti dai alla pazza gioia, facendo tutto quello che ti passa per la testa, sei libera dai vincoli lavorativi, quei maledetti orari di lavoro che non ti davano tregua, libera di gestire il tuo tempo e povera come non mai.
Proprio per quest'ultimo aspetto, ci vai piano, molto piano nello scegliere come passare le tue giornate. Bevi un caffè davanti gli annunci di lavoro e ti candidi a tutti quelli che rientrano nel tuo campo. Poi con fare serafico prendi un libro dalla tua biblioteca personale, uno qualsiasi, li adori tutti, ma ti capita quello che hai letto più a rilento, te ne freghi e lo metti in borsa - destinazione parco.
Ti siedi su una panchina sotto il sole primaverile, apri la prima pagina, respiri l'aria pulita, ti senti bene, rilassata, non pensi alla tua situazione disastrosa di "fallita senza lavoro", finché non vieni investita dai rumori violenti di una folla che protesta contro il comune.
Chiudi il libro, ti alzi e vai a dare un'occhiata, sono loro, i tuoi fratelli disoccupati che con bandiera e striscioni protestano animatamente di fronte il comune.
"Io che mi reputo sessantottina inside, in realtà sono sola una nullafacente".
Inizi a pensare che non stai facendo abbastanza per trovare lavoro, che sei inattiva e pigrona.
I sensi di colpa ti fanno rientrare di gran corsa a casa, dove accendi il pc e riprendi la ricerca fino a farti diventare gli occhi rossi.
Ora sei in pace con te stessa, senti che stai facendo la cosa giusta.
"A cosa serve il tempo libero, se non si ha un lavoro? A niente".
...e di questo ne sei certa, come pure che vuoi uscire dal tunnel e decidi di dilazionare le ore in attività produttive. Le tue giornate saranno programmate per un solo obiettivo:
la ricerca di un lavoro.
La disoccupata

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