Hai sempre voluto lavorare in una grande azienda, una di quelle che offre mille benefit, ma ora che ti ritrovi seduta su una seggiola davanti il test logico-matematico, hai improvvisamente cambiato idea.
Posso riuscirci! Devo ammetterlo: sono una cacasotto.
Ti guardi intorno osservando la concorrenza.
Sono tutti ben messi, ben vestiti, sicuri di sé, almeno è quello che ostentano: una sicurezza spiazzante. Tu a stento riesci a non tenere gli occhi sgranati guardando con attenzione il test. Loro sono tutti in tailleur, tu, che l'hai sempre ritenuto un vestiario troppo classico, indossi un pantalone nero con una camicia con dei disegnini e una giacca colorata.
Pessima scelta, accidenti!
Non passi inosservata, questo è certo, ma comunque lo reputi un aspetto negativo.
Fai un respiro profondo e poi giù gli occhi sul foglio.
I primi problemi da risolvere sono di logica.
L'ami!
Riguardando le risposte che hai dato, confidi in ottimi risultati.
Giri la pagina, ed eccoli lì: i tanto odiosissimi problemi matematici.
Cosa cazzo devo rispondere?
Ti sporgi in avanti per cercare di spiare il ragazzo davanti a te, ma è un nulla di fatto, perché le sue spalle ampie coprono sia il banchetto che la ragazza due sedie davanti a lui.
Ti giri a destra, poi a sinistra, cercando aiuto, e nonostante tu faccia gli occhietti dolci, bisognosi, da fare invidia al gatto di Shrek, i tuoi vicini di banco non ti rivolgono nemmeno un rapido sguardo.
Perché dovrebbero?
A quel punto la fantasia è l'unica possibilità, ovviamente legata ad un minimo di ragionamento aritmetico.
Alla fine riesci e non sai nemmeno tu come hai fatto.
Consegni tra gli ultimi e aspetti i risultati accomodandoti in una stanzetta, insieme a tutti gli uomini e le donne versione man/woman black.
La disoccupata


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