Nei giorni seguenti mi dimenticai di cosa fosse la serenità, fisica e mentale.
Tra il mio malessere per lo status di cornuta e la mia assenza da lavoro per le stesse motivazione, si aggiunsero le fastidiose interruzioni di sonno.
Di notte, dopo che stremata chiudevo gli occhi, qualcuno suonava il campanello della
porta.
La prima sera, credetti di averlo sognato e ripresi a dormire, per svegliarmi alle 5 del mattino, infastidita da incubi e pensieri ricorrenti.
Loro due che si baciavano, si avvinghiavano, io che li beccavo; insomma, il solito!
La notte successiva, ricapitò, ma dopo una giornata stressante, in cui dovetti andare a lavoro per presentare le mie dimissioni, mi riaddormentai facendo finta di nulla.
Purtroppo dovetti licenziarmi.
Non volevo più lavorare con lei ed essendo il mio capo, ero certa che mi avrebbe sbattuta fuori in breve tempo.
Anticipai le sue mosse, a malincuore.
Amavo il mio lavoro, amavo il mio fidanzato, ma più di tutto amo la mia Dignità.
Alla terza sera rimasi immobile. Dopo alcuni secondi dal suono del campanello, mi alzai impaurita per andare a vedere chi fosse.
Era impossibile aver fatto lo stesso sogno per tre volte di fila - dovevo vederci chiaro.
Aprii la porta, non trovando nessuno, se non uno scenario spettrale, per chi vive sola in casa dopo aver scoperto di essere stata tradita.
Una buia
e silenziosa scala condominiale, era quello che furono costretti a vedere i miei occhi, dopo l'interruzione infelice del mio sonno traballante.
Alla quarta notte, non ero più disposta a ricevere soprusi senza incastrarlo.
Mi convinsi di dormire scomoda sul divano vicino l'ingresso.
Sarei scattata in piedi, come un soldato al comando "sull'attenti"!
Stava succedendo proprio in quei giorni, che ero riuscita a riprendere una certa regolarità con il sonno, riposando 6 ore a notte. Mi addormentavo verso mezzanotte davanti la tv, sorseggiando una tisana calmante.
Tutto questo però non era sufficiente, sentivo il bisogno di dormire 8 ore, senza che fossi disturbata da alcun rumore, tanto meno dall'acuto di un campanello.
I miei occhi era infossati, rossi, pigri e soprattutto dolenti, come i costanti mal di testa al mattino.
Quella notte, ero sveglia. Sentii dei passi dietro la parete, rimasi sdraiata sul divano spalancando occhi ed orecchie, poi mi alzai andando verso la porta.
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| Ti ho scoperto! |
Ruotai con delicatezza il coperchio dello spioncino e con mio grande stupore, vidi la vicina di casa pronta a suonare alla mia porta, con un sorriso divertito stampato sul viso.
La lasciai fare.
Volevo vedere se fosse lei o una coincidenza, ma non ebbi più dubbi, quando scappò verso le scale - corse come una bambina che ha paura di essere scoperta mentre gioca a nascondino.
Spalancai la porta: sapevo dove si era nascosta e inoltre riuscivo a intravedere un pezzo della sua vestaglia fiorata da dietro le scale.
Poco sveglia, per scegliere quel nascondiglio.
Stavo "giocando" con un'anziana, che voleva farmi spaventare per vendicarsi delle lenzuola sbattute contro la sua porta-finestra.
Ilarità notturna e gesti vendicativi.



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